3 novembre ore 21 e 4 novembre ore 16
UN CURIOSO ACCIDENTE
di Carlo Goldoni
regia di Giuseppe Costantino
Compagnia Teatrale "Nuovo Palcoscenico"- Casale Monferrato
Interpreti: Chiara Angelini, Paola Budel, Giuseppe Costantino, Daniela Desana, Alberto Raiteri e Lisa Vaglica.
Durata dello spettacolo: 1 ora e 30 minuti circa.
Un curioso accidente:
Un mercante, ricco di buon senso e oculata intraprendenza e quindi di denaro, la figlia in età da marito invaghita di un ufficiale cadetto tanto innamorato quanto squattrinato ma soprattutto invaghita di se stessa e, un po' come la piû famosa Mirandolina, ansiosa di sperimentare quanto potere abbia., nella società dei faccendieri, la moneta-donna. Alla coppia Filiberto/Giannina si contrappongono socialmente e teatralmente il padre Riccardo e la figlia Costanza nuovi ricchi pieni di ambizione e di aspettative di ascesa sociale. Fra i due fuochi, Coterie, un ufficiale francese che tanto deve scenicamente all'Innamorato della Commedia dell'arte, tutto sospiri, lacrime, tremori e palpiti quanto il suo servo Guascogna è rozzo, sguaiato, impudente e dedito al proprio tornaconto; un servitore di tal fatta non può che accoppiarsi con una servetta intrigante, maliziosa
e godereccia: Marianna, che nel trambusto generale auspica di sistemare con un matrimonio la propria vita di fantesca bistrattata e a corto di sostanze.
La commedia, che pur non appartenendo ai capolavori goldoniani, si regge su un impianto solido e collaudato, è tutta in questi sei personaggi che trovano in Goldoni un autore capace di farli muovere con sicurezza e credibilità fra equivoci e peripezie, costruiti come sono su caratteri forti, riconoscibili, saldamente ancorati ai vizi e alle virtù del proprio tempo. Il punto di partenza della storia ricalca la commedia di tradizione: Filiberto si oppone al matrimonio della figlia con l'innamorato, giudicato un partito "disperatissimo". Uno stratagemma di Giannina fa credere al padre che Coteriè sia in realtà innamorato di Costanza; l'idea, partorita inizialmente da Giannina solo per nascondere la propria tresca con l'ufficiale, dà origine a una serie infinita di equivoci dal momento che Filiberto, desideroso di giocare una brutto tiro al parvenue Riccardo,
si impegna con tutte le sue risorse, mentali e finanziarie, per favorire il matrimonio tra il cadetto e la disponibile Costanza. Le trame del mercante però falliscono nel mercato dell'amore dove trionferà alla fine chi meglio ha saputo maneggiare l'arma della finzione: il matrimonio di Giannina assegna ancora una vittoria al gran teatro del mondo che nella sua sterminata opera di commediografo Goldoni ha sempre e con successo cercato di dipingere.
Poche le modifiche che la regia ha apportato al testo: il personaggio di Riccardo diventa Riccarda, madre di Costanza, più funzionale al cast della compagnia e alle scelte interpretative; alcuni tagli hanno alleggerito il copione da monologhi e scambi di battute eccessivamente ripetitivi e hanno riequilibrato il peso dei personaggi a vantaggio del ritmo sostenuto impresso alla vicenda.
La regia di Giuseppe Costantino, al suo terzo Goldoni dopo gli allestimenti de "La cameriera brillante" e "Le smanie per la villeggiatura", mette a fuoco soprattutto il conflitto fra le due famiglie di Filiberto e Riccarda, l'una a pieno titolo inserita in quella società mercantile portatrice di quei valori borghesi di onesta laboriosità dei quali il commediografo veneziano si è fatto cantore, l'altra simbolo di un'avidità gretta e spesso truffaldina che si affaccia sulla scena borghese con l'arroganza e la volgarità di chi vuol giocare senza regole.
Chiara Angelini